Si avvicina un importante anniversario per la Festa dell’Unità a Novi Ligure.
In occasione infatti dell’80esimo anniversario della Festa, a Novi ritorna con un nome un pò diverso: diventa “Festa della comUnità”. Un evento che si terrà il 3, 4 e 5 ottobre presso il Centro Fieristico Dolci Terre di Novi, e che nelle volontà degli organizzatori non sarà solo un momento di celebrazione, ma «un’opportunità per riaffermare il valore della nostra comunità e rinnovare il nostro impegno verso un futuro migliore», come ci ha detto il capogruppo Pd in consiglio comunale a Novi Luca Patelli, a cui abbaamo posto alcune domande. La festa infatti è promossa dal gruppo consigliare “Democratici per Novi”.

Patelli, la festa sarà più di un semplice evento di partito?
«Assolutamente sì. La Festa dell’Unità non vuole essere semplicemente un evento di partito, ma una grande festa aperta a tutti. In un’epoca segnata da crescenti conflitti sociali e tensioni generazionali, vogliamo dare una risposta concreta a queste inquietudini. I social amplificano spesso il malessere e la frammentazione: noi vogliamo invece lanciare un messaggio opposto, fatto di unità e dialogo».
Da qui nasce il nome “Festa della comUNITÀ”?
«Abbiamo scelto questo nome perché vogliamo che questi tre giorni siano un’occasione per ritrovare il senso di appartenenza e riscoprire il valore della socialità e della partecipazione attiva. È un’opportunità per riflettere su cosa significhi oggi essere comunità, in un tempo che sembra spesso dividerci più che unirci».
Il richiamo alla “Festa dell’Unità” evoca anche un legame con il passato.
«Sì, ma non si tratta solo di nostalgia. Rievocare quel nome significa anche interrogarci sul presente e sul futuro. Vogliamo che questa festa sia uno spazio vivo e concreto di partecipazione, non un rito vuoto. Dietro c’è il lavoro instancabile di tante volontarie e volontari, che incarnano il volto più bello della politica: quello che unisce, che costruisce, che si mette al servizio degli altri».
In un periodo in cui la politica sembra essere sempre più in crisi, che valore assume questa iniziativa?
«È proprio questo uno dei nodi fondamentali. Oggi assistiamo a una crescente disaffezione verso la politica e le istituzioni. Per questo è importante tornare a dare valore politico alla comunità, rinnovandone i linguaggi e le forme di partecipazione. Questa festa può essere anche un’occasione per riflettere sul ruolo della sinistra, su come tornare a coinvolgere le persone e a fare della partecipazione un’esperienza concreta e positiva».
In definitiva, cosa si augura da questo appuntamento?
«Mi auguro che sia un’occasione che nessuno voglia perdere. Un momento per dare voce alle nostre idee, per ascoltare e confrontarci, e soprattutto per costruire insieme una comunità più coesa e consapevole. Perché solo insieme possiamo affrontare le sfide del nostro tempo».



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