Due giornate intense quelle del Consiglio comunale di Novi Ligure del 15 e 16 settembre, segnate da un confronto serrato su temi di grande rilievo, dal futuro del Parco Castello alla crisi in Medio Oriente.
La prima seduta, lunedì 15 settembre, si è concentrata sulla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, che chiedeva una relazione formale e aggiornamenti periodici sullo stato del progetto di riqualificazione del Parco Castello. Il capogruppo Paolo Coscia ha sottolineato le numerose criticità emerse nella gestione dell’opera. Il vicesindaco Simone Tedeschi ha ricostruito nel dettaglio la vicenda, ricordando che il progetto esecutivo era stato approvato dal commissario prefettizio nel maggio 2023 e appaltato con il criterio del massimo ribasso prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione. Ha precisato che l’incarico all’architetto Bergaglio, dal valore di 19 mila euro, era di supporto al Responsabile unico del procedimento e non di mediazione con la direzione lavori.
Tedeschi ha inoltre spiegato che, a seguito di inadempienze e dell’abbandono del cantiere da parte dell’impresa esecutrice, il Comune ha deciso la risoluzione unilaterale del contratto. Restano disponibili circa due milioni di euro da fondi Pnrr e un milione e mezzo da fondi statali, con scadenza fissata al 30 giugno 2026. L’intenzione dell’amministrazione è quella di far ripartire i lavori affidandoli alla seconda classificata in gara. Dopo un lungo dibattito, la mozione del Movimento 5 Stelle, che impegna la giunta a fornire relazioni dettagliate e aggiornamenti trimestrali, è stata approvata all’unanimità. È stata invece sospesa, per consentire la redazione di un documento unitario, la discussione dell’ordine del giorno del Partito Democratico sulla crisi dell’ex Ilva.
Il giorno successivo, martedì 16 settembre, l’aula ha discusso la mozione dei gruppi di maggioranza a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina. Il testo, illustrato dal capogruppo di Verdi e Sinistra Salvatore Campanile, chiedeva al Governo italiano di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, di sospendere ogni collaborazione con Israele comprese le forniture di armi e di sostenere iniziative di solidarietà per la popolazione civile.
L’opposizione ha contestato l’assenza di una condanna esplicita dell’attacco del 7 ottobre 2023 e l’uso del termine “genocidio”. Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Rocchino Muliere ha difeso con forza la mozione, sottolineando come sia «doveroso esprimere una posizione chiara» e ribadendo che «non ci sono dubbi sul fatto che un genocidio sia in atto».
Per favorire un accordo, Campanile ha proposto un emendamento che introduce la condanna dell’attacco terroristico del 7 ottobre e la richiesta di liberazione degli ostaggi. Il documento finale emendato è stato approvato con 12 voti favorevoli (i gruppi di maggioranza più il Consigliere Coscia) e 4 contrari (i Consiglieri Bertoli, Porta, Poletto e Dolcino).



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